Matrimonio a casa propria: il bello di festeggiare dove si vive
C’è un posto in cui gli sposi sono sempre a loro agio: casa. Laura e Gabriele hanno scelto di festeggiare il loro matrimonio a casa loro, tra la vigna e un cortile con gli alberi alti. Ne è venuta una giornata semplice e luminosa, di quelle che mi piace raccontare.
Davanti alla chiesetta, dopo la cerimonia, c’era una Fiat 500 rossa d’epoca con i fiocchi bianchi sulle portiere e un cestino di vimini sul portapacchi. Poi tutti a casa.
Ci si sente a casa, davvero
Quando si festeggia a casa propria non c’è una sala da imparare, un orario di chiusura o un personale da ascoltare. C’è il vostro cortile, la vostra vigna, i vostri alberi. Gli invitati lo sentono subito: si sta più comodi, si parla di più, ci si ferma più a lungo. Lo sposo, per dire, aveva le scarpe da ginnastica bianche sotto il completo. A casa propria si può.
Una tavolata sotto gli alberi
Il cuore di un matrimonio in campagna è la tavola. Qui era lunga quanto il cortile, all’ombra degli alberi, con il verde al posto dei fiori e tutti seduti uno di fronte all’altro. Chi ha i capelli bianchi e chi ha ancora il seggiolone, tutti alla stessa tavola. In una festa a casa nessuno finisce in un angolo e i bambini possono muoversi senza che nessuno guardi l’orologio.
La vigna, la luce, la 500
Per chi fotografa, la casa degli sposi è un regalo: si sa dove arriva la luce, dove si sta all’ombra, dove ci si può appartare cinque minuti. Verso sera siamo andati tra i filari con la 500, e le foto più belle sono arrivate da sole: la macchina in fondo al filare, gli sposi affacciati dal tettuccio aperto, un abbraccio con la casa alle spalle. Un matrimonio in vigna non ha bisogno di scenografie: il posto era già quello giusto.
Cosa conviene pensare prima
Sposarsi a casa è bellissimo, ma non è automaticamente più semplice. Qualche domanda da farsi con calma:
Chi cucina e chi serve? Catering oppure amici e parenti ai fornelli: in ogni caso servono tavoli, sedie, stoviglie e qualcuno che coordini.
E se piove? Un tendone, un gazebo o un piano B al coperto. Meglio deciderlo prima che serva.
Dove parcheggiano gli ospiti? E come arrivano: strada, indicazioni, magari un aiuto a chi non conosce la zona.
Ci sono abbastanza bagni? Detta così sembra banale, ma è la domanda che salva più feste.
Come si fa la sera? Luci, lucine e prese di corrente: il cortile di sera è magico se c’è luce, un problema se non ce n’è.
I vicini sanno della festa? Un avviso prima evita brutte sorprese quando la musica va avanti.
Servono permessi? Dipende dal Comune e da cosa organizzate: musica, tendoni e numero di invitati possono avere regole. Se pensate di celebrare anche il rito a casa, chiedete in anticipo al Comune e, per il rito religioso, alla parrocchia.
Una festa che somiglia a voi
Il bello di sposarsi a casa propria è che tutto parla di voi: il posto, il cibo, le persone, perfino la macchina. Non dovete adattarvi a una location, è la festa a prendere la vostra forma. E chi la racconta ha il lavoro più bello: esserci con discrezione e lasciare che le cose succedano.
Se state pensando di sposarvi a casa vostra, in campagna o in città, tra Modena e Reggio Emilia o altrove, scrivetemi: ne parliamo con calma. Qui trovate come lavoro e altre fotografie di matrimonio.