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Matrimonio in Maggiolone: l'arrivo al ricevimento in auto d'epoca

Il Maggiolone cabriolet azzurro degli sposi in controluce su una strada di campagna al tramonto, con il sole alle spalle e i fiocchi bianchi sui parafanghi

Il mezzo con cui si arriva al ricevimento sembra un dettaglio e spesso diventa la foto che ricorderete di più. Eleonora e il suo sposo hanno scelto un Maggiolone cabriolet azzurro, con i fiocchi bianchi sui parafanghi e la capote abbassata. Il resto l’hanno fatto la strada di campagna e il sole che stava andando giù.

Una macchina con un carattere

Il Maggiolone ha le curve di un giocattolo e la faccia di un amico: nessuno resta indifferente. Con la capote abbassata gli sposi si vedono, salutano e vengono salutati, e sono dentro la festa già prima di arrivarci. Per chi racconta la giornata un’auto scoperta è un regalo: si vedono i sorrisi, le mani, il vento tra i capelli.

Gli sposi seduti nel Maggiolone cabriolet azzurro con la capote abbassata, in piazza: lui con gli occhiali da sole giallo fluo, lei che sorride
Gli sposi in piazza, con la capote abbassata.

Dalla piazza alla campagna

Un Maggiolone in mezzo a un paese richiama sempre un po’ di gente: chi passa guarda, sorride, si ferma. La piazza, con i portici e il ciottolato, diventa un set senza che nessuno debba fingere. Poi si esce dal paese, la strada si allarga e la luce cambia.

La piazza del paese vista da dentro il Maggiolone: portici color terracotta, il ciottolato e la torre dell'orologio in fondo
La piazza vista dal Maggiolone.

L’arrivo in controluce

È il momento che aspetto: a fine giornata la macchina arriva al ricevimento con il sole basso alle spalle. In controluce l’auto diventa una sagoma, i capelli si accendono e i contorni si sciolgono nella luce dorata. Non si può costruire, si può solo prepararsi. Se potete, programmate l’arrivo vicino al tramonto e chiedete alla location a che ora cala il sole: spostare l’arrivo di venti minuti può cambiare tutto.

Intanto, in giardino, gli invitati aspettano nella stessa luce.

Gli invitati chiacchierano nel giardino del ricevimento davanti alla casa, nella luce dorata del tramonto, con le pampas in primo piano
Gli invitati nel giardino del ricevimento, nella luce del tramonto.

Come scegliere il mezzo

Pensate all’abito. Un’auto d’epoca è più piccola di quello che sembra: provate a salirci con abito, velo e strascico, oppure chiedete misure e foto al noleggio.

Chiedete di autista e orari. Di solito si noleggia con l’autista: chiarite quante ore, quale tragitto e quante soste per le foto.

Prevedete il meteo. La capote abbassata è bellissima, ma serve un piano B se piove, e un riparo dal sole se fa caldo.

Decorate poco. Bastano due fiocchi: l’auto è già la protagonista.

Prenotate presto. Le auto d’epoca sono poche e le date più belle vanno via per prime.

Regalatevi una sosta. Dieci minuti fermi in un posto bello valgono più di un’ora di giri.

Non solo auto d’epoca

Il mezzo giusto è quello che vi somiglia. Può essere una Vespa, una bici con il cestino, una 500 rossa come quella di Laura e Gabriele, perfino un trattore se la festa è in campagna. Conta che sia una scelta vostra e non un’abitudine: è lì che le foto diventano vere.

Se state pensando a come arrivare

Ditemi dove sarà la festa e a che ora cala il sole: scrivetemi e ne parliamo con calma. Qui trovate come lavoro e altre fotografie di matrimonio.

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